Il rinascimento in menopausa

Una ricerca che prese il via nel 2002 e ha visto coinvolti trentamila pazienti

Le nuove terapie per combatterne gli effetti negativi del professor Gambaccini

Dopo i 50 anni le donne ingrassano in media di un kg all’anno: sono le conseguenze della menopausa. Fra i primi sintomi si verifica un aumento dell’adipe e una sua diversa distribuzione, molto più simile a quella maschile. Sale anche la pressione e cresce il girovita, uno dei parametri che definiscono la sindrome metabolica che spesso viene trascurato. Per combattere i più pericolosi nemici del cuore la terapia ormonale sostitutiva è un valido alleato. “L’elemento essenziale è il progestinico: il drospirenone, che riduce o addirittura annulla i possibili effetti sulla ritenzione idrica ed è particolarmente efficace nel controllo del rischio cardiovascolare. Abbassa la pressione arteriosa e può ridurre fino a 3 cm la circonferenza addominale”, spiega il professor Marco Gambacciani, dell’azienda ospedaliera universitaria pisana e segretario della European menopause and andropause society, autore dello studio che ha portato a questi risultati. Il Congresso mondiale della menopausa, che ha riunito a Roma oltre 3.500 esperti da più di ottanta paesi, ha aperto una nuova stagione per le terapie or­monali sostitutive, un vero e proprio “rinascimento”. In particolare, è la presentazione dei dati dello studio Euras-Hrt a sancire definitivamente la sicurezza di quelle a basso dosaggio. “Si tratta di una vasta ricerca internazionale, iniziata nel 2002, che ha coinvolto oltre 30mila pazienti per un totale di 100mila anni/donna – spiega il professor Andrea Genazzani, presidente del congresso – Fra tutte le TOS prese in esame colpisce l’efficacia del drospirenone che non aumenta la patologia venosa, mentre ha diminuito quella arteriosa.

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