Il bambino anemico: quando la causa è la carenza di ferro

Pallido, svogliato e senza appetito, il bambino non è più quello di prima: cresce poco in peso e altezza, partecipa marginalmente alle attività ricreative. Se dalla diagnosi del pediatra risulta che il problema è l’anemia il primo passo da compiere è quello di scoprirne l’origine. Per individuare la causa delle anemie basta eseguire un semplice esame del sangue, chiamato emocromocitometrico che consiste nel dosaggio dell’emoglobina e nel calcolo dei globuli rossi. Una delle forme più diffuse di anemia infantile è la carenza di ferro che compare generalmente tra i sei mesi e i due anni di vita. Le ragioni di questo deficit possono essere svariate. Alla nascita il piccolo ha delle riserve di ferro fornitegli dalla madre ma se queste riserve sono insufficienti, il neonato, nutrendosi solo di latte, potrebbe necessitare di ulteriori apporti di ferro. In questi casi è necessario iniziare al più presto (dal 4° mese) lo svezzamento con brodi e omogenizzati di carne e verdure.

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