Il fascino sbiadito della femme fatale

 Cannibalismo post-nuziale: è questa la prassi della mantide femmina che dopo essersi accoppiata, o anche durante l’atto, divora il maschio partendo dalla testa mentre gli organi genitali proseguono nell’accoppiamento. Affascinante e letale. L’esempio della mantide religiosa incarna un modello femminile abbastanza preciso quello della femme fatale, la donna seduttrice e spietata che può arrivare a demolire psicologicamente la sua preda maschile. Angelo o demonio o entrambi, detestata e amata da poeti ed artisti di ogni epoca, questo tipo di donna ha una peculiarità specifica: carina, non per forza bellissima, determinata e sicura di sé, emana un’energia speciale quando si muove. Tuttavia le maliarde di oggi o presunte tali non hanno più nulla o quasi delle raffinate seduttrici del passato, da Cleopatra fino a Mata Hari e Marilyn Monroe, donne irresistibili capaci di schiavizzare un uomo con uno sguardo. Oggi ci sono magari delle fatalone o pseudo vamp alla ricerca di notorietà e benessere che nulla hanno di sensuale, basti pensare alla moldava “definita” la femme fatale di Schettino.


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