La Corte Europea dei diritti umani silura la legge 40 sulla fecondazione

I giudici della corte di Strasburgo hanno accusato di incoerenza la legge 40, made in Italy, concernente la procreazione assistita, giudicandola incompatibile e discordante con le norme che regolano l’aborto in Italia. Bocciata dal tribunale europeo questa legge voluta dal governo di centrodestra vieta la procreazione assistita e l’analisi preimpianto degli embrioni alle coppie non sterili. Paradossalmente esiste un’altra legge che consente di abortire il feto fino al quinto mese nel caso sia affetto da gravi patologie quali la fibrosi cistica. La regolamentazione italiana vieta la prevenzione ma ammette la soluzione estrema una volta accertato il danno. I giudici di Strasburgo sono stati chiamati in causa da una coppia italiana che ha già un figlio malato, affetto proprio da quella malattia genetica (la fibrosi cistica) che vorrebbero evitare con la fecondazione assistita ad un secondogenito.

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