Autismo, c’è il programma strategico

“In Italia un bambino su 200 è a rischio di autismo ma ci sono ancora troppi ritardi nell’individuazione del disturbo e terapie non idonee ad affrontarlo”. Lo rende noto l’Istituto di Ortofonologia (IdO) – centro accreditato dal Sistema sanitario nazionale di terapia e ricerca per l’età evolutiva, operativo dal 1970, ed ente di formazione e aggiornamento per medici, psicologi e insegnanti – che propone quindi un approccio innovativo sia nella diagnosi che nella terapia per migliorare la qualità della vita dei bambini autistici e delle loro famiglie e per dimostrare che l’autismo è affrontabile con risultati soddisfacenti. Altro passo importante nello studio dell’autismo e le sue implicazioni, sta nel fatto che l’Analisi comportamentale applicata (Applied behavioural analysis Aba) è il programma di intervento più studiato e che gli studi effettuati sostengono una sua efficacia nel migliorare alcuni aspetti cognitivi dei bambini con i disturbi dello spettro autistico. Lo si legge nelle nuove linee guida dell’Istituto superiore di sanità sull’autismo, presentate nell’ambito del primo programma nazionale di ricerca sulla salute mentale nell’infanzia e nell’adolescenza, il programma strategico Un approccio epidemiologico ai disturbi dello spettro autistico. “Le prove a disposizione – si legge nelle linee guida – anche se non definitive, consentono di consigliare l’utilizzo di questo intervento, sebbene l’ampia variabilità a livello individuale degli esiti renda necessaria una valutazione clinica caso-specifica per il monitoraggio dell’efficacia nel singolo bambino”. La linea guida, d’altra parte, segnala un trend di efficacia a favore di altri programmi di intervento, sempre strutturati (Teacch, Developmental approach, Developmental individual difference relationship), per i quali la ricerca dovrebbe approfondire la valutazione di efficacia anche in comparazione con il modello Aba. L’Iss formula raccomandazioni anche a favore del coinvolgimento della famiglia nei programmi di intervento, per il miglioramento della comunicazione sociale, la riduzione dei comportamenti problema, il miglioramento dell’interazione con il bambino e l’aumento del benessere emotivo. Il documento, che si basa sulla letteratura scientifica, offre un orientamento fondamentale di fronte alla molteplicità di interventi proposti non tutti scientificamente validati: interventi farmacologici (con antipsicotici, stimolanti del sistema nervoso centrale e altri) e non farmacologici (terapia cognitivo comportamentale, musicoterapia, interventi mediati dai genitori), interventi biomedici e nutrizionali (integratori alimentari, dieta senza glutine e/o caseina, terapia con ossigeno iperbarico). Un paragrafo è dedicato all’importanza degli interventi precoci e altri ai quesiti relativi alla fornitura dei servizi contestualizzati alla realta’ italiana, passando per l’analisi del profilo epidemiologico e di quello legislativo. L’autismo è una malattia che colpisce oltre 10 bambini ogni 10mila, ma se si considerano tutti i disturbi dello spettro autistico la prevalenza supera i 40 casi per 10mila. Predilige i maschi, in misura 3-4 volte superiore rispetto alle femmine, senza distinzioni sociali, geografiche o etniche. I sintomi, e dunque le difficoltà nella vita quotidiana, comprendono compromissioni del linguaggio anche molto gravi fino alla scomparsa dello stesso, incapacità o difficoltà a sviluppare rapporti con gli altri e ad esprimere emozioni e comportamenti stereotipati e ripetitivi.

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