Commissione Grandi Rischi travolta dal sisma. Condanna esemplare.

Responsabili di superficialità. Questa la pesante condanna inflitta dal Tribunale aquilano ai membri della Commissione Grandi Rischi, 6 anni di carcere e radiazione dai pubblici uffici, oltre al risarcimento danni alle famiglie delle vittime. La comunità scientifica internazionale e il dipartimento di Protezione Civile insorgono e naturalmente fanno cordata, difendendo la posizione dei colleghi incriminati e di conseguenza la propria. Questa mattina  l’intero ufficio di presidenza della commissione nazionale Grandi Rischi, composto dal presidente Luciano Maiani, dal presidente emerito Giuseppe Zamberletti e dal vicepresidente, Mauro Rosi, ha rassegnato le dimissioni al presidente del Consiglio Monti. Enzo Boschi ha dichiarato di non capire questa sentenza durissima, gli scienziati di tutto il mondo continuano a ripetere che è impossibile prevedere un terremoto. Eppure la sentenza appare chiara. Non è stata affatto messa sotto accusa l’incapacità di prevedere il sisma, non è stata richiesta nessuna dote di chiaroveggenza ai tecnici. Se davvero è impossibile prevedere l’arrivo di una scossa fortissima, come mai queste persone si sono prese l’ incarico di rassicurare la popolazione, convincendola a non evacuare? Precisamente, diedero agli aquilani «informazioni inesatte, incomplete e contraddittorie». Pochi giorni prima del terribile sisma che avrebbe devastato il capoluogo abruzzese,  il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, si scagliava contro “quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false”, chiedendo una punizione esemplare per Giuliani, il quale invece, aveva dato l’allerta. E i fatti parlano da soli. 

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