La violenza nasce on-line

Un minorenne su tre incontra fisicamente persone conosciute on-line, con tutti i rischi che questo comporta e un 16-17enne su 6 addirittura invia video o immagini di sè nudo a interlocutori “virtuali” che rischiano però di diventare terribilmente reali. Sono i dati forniti da Save the Children in occasione della Safer internet day. “Un bambino che utilizza il web privo degli strumenti per capire e gestire un mezzo che ha molte potenzialità ma altrettanti rischi, è un bambino che è potenzialmente sottoposto a rischio di abuso. I fatti di cronaca sono densi di episodi lo attestano”, afferma Valerio Neri, direttore generale di Save the children Italia. “Puo’ apparire banale che il 32% dei teenager dia il suo numero di cellulare a qualcuno conosciuto on-line, ma questo implica che potenzialmente il rapporto virtuale possa proseguire off-line. Non a caso 10,5% di ragazzi tra i 12 e i 13 anni si da appuntamento con una persona incontrata in rete, percentuale che cresce fino al 31 % fra i 16 e i 17 anni. E ben il 6,5% dei primi e 16% dei secondi invia video e immagini di sè nudi”.
“Oggi, a 7 anni dall’istituzione del , non basta scandalizzarsi di fronte a questi dati – continua Valerio Neri – La sensibilizzazione dei ragazzi per un utilizzo consapevole dei nuovi media va incrementata e i genitori non possono essere lasciati da soli di fronte a questo compito. E’ il paese nel suo insieme che li deve affiancare e specialmente la scuola inserendo nel curriculum degli studi la Media education; ma anche le aziende produttrici dei servizi dovrebbero fare di più”. “E dal web passa anche una delle piaghe più lesive dei diritti dei bambini: l’abuso on-line, drammaticamente esteso, di cui vediamo – grazie alle indagini – solo la punta di un iceberg. Agghiaccianti i dati sulle vittime, sempre più piccole. Secondo studi internazionali nel 78% dei casi hanno meno di 12 anni, il 4% meno di 3-4 anni. Nella gran parte dei casi, le immagini che scorrono sul web sono di effettive violenze consumate da adulti sui minori. Si tratta di immagini nell’78% dei casi fatte circolare in contesti non commerciali, mentre un 22% è destinato al ‘mercato’ commerciale”.
Save the children chiede al governo Monti e in particolare al ministro Profumo e alla task force di ministri che lavorerà all’Agenda digitale del paese,” al fine di inserire la protezione dei minori tra gli obiettivi della stessa, al fine di dare ai ragazzi gli strumenti per far sì che i nuovi media siano più un’opportunità che un rischio”. Infine, conclude l’associazione, “non si dimentichi mai che oggi solo incredibilmente pochi i bambini vittime di abuso pedopornografico che vengono identificate e dunque aiutate; basti pensare che secondo i dati forniti dall’Interpol nel 2011, su 600mila immagini pedopornografiche presenti nel loro database, sono 2.500 i minori identificati dal 2001 ad oggi in 40 paesi”.

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