Cesarei: cifre record per l’Italia

L’Italia ha un numero record in Europa di parti cesarei, che oggi sono oltre uno su tre: un problema serio per i rischi insiti nell’intervento chirurgico, che andrebbe effettuato solo in caso di reale necessità. I dati parlano chiaro: se nel 1980 solo l’11% dei parti venivano effettuati col cesareo, nel 1996 erano il 26%, e nel 2008, ultimi dati disponibili, sono il 38%. Sono i dati forniti dall’Istituto superiore di sanità, che ha stilato nuove linee guida sul cesareo. Tutte le regioni meridionali, tra l’altro, presentano valori nettamente al di sopra della media nazionale (60% nel 2008 in Campania) mentre alcune regioni del Nord si collocano, nello stesso anno, notevolmente al di sotto della media nazionale (24% nel Friuli-Venezia Giulia e in Toscana). Una variabilità che caratterizza anche punti nascita di differente tipologia amministrativa (pubblico verso privato) e di diverso volume di attività. L’Iss ha pubblicato un documento dedicato all’appropriatezza del taglio cesareo programmato e d’urgenza e rivolto ai professionisti del settore, ma anche, nella sua versione divulgativa, alle donne in gravidanza e alla pubblica opinione. In questo documento vengono infatti affrontati, sotto forma di 13 capitoli e 21 quesiti, tutti gli aspetti relativi alle indicazioni al taglio cesareo urgente e programmato e sono state formulate 59 raccomandazioni che fanno riferimento anche all’efficacia e sicurezza di alcune procedure diagnostiche e di manovre impiegate nella pratica routinaria oltre alle possibili ricadute sulle future gravidanze e modalità di parto.

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