E’ boom per il ritocco casalingo

L’Italia è uno dei paesi più interessati dalla “botulinofilia”

La possibilità di acquistare on-lin filler e derivati crea allarme tra i medici

Annunci tentatori che offrono trattamenti estetici non invasivi fai da te stanno inondando il web e attirano un numero crescente di adepti. Ma, secondo i più importanti esperti e luminari nel campo della medicina estetica a livello internazionale riuniti a Milano in occasione del 14° congresso internazionale di Medicina estetica Agorà-Amiest, dietro al ritocchino “fatto in casa” a prezzo stracciato, si nasconde più di un’insidia. All’evento di riferimento per gli esperti del settore viene lanciato l’allarme sulla preoccupante diffusione di trattamenti low cost a domicilio acquistati tramite internet. Dai filler per viso e labbra fino alle terapie per ridurre il grasso e aumentare il seno, i trattamenti reperibili on-line da effettuare su se stessi senza l’ausilio di un medico sono tantissimi e si posizionano tra le pieghe della Babele di internet, così difficile da controllare, regolamentare e limitare. Ecco spiegati, quindi, gli esponenziali tassi di crescita di un fenomeno che, cavalcando le facili attrattive di un prezzo contenuto abbinato ad una grande praticità di utilizzo, sta conoscendo, come testimoniato dall’esperienza dei medici di Agorà-Amiest, un vero e proprio boom dalle conseguenze disastrose che, spesso, costringono ad un intervento correttivo “a posteriori” da parte del medico. “I trattamenti estetici ‘home-made’, realizzati cioè lontano da strutture specializzate e da mani inesperte, hanno un’altissima percentuale di rischio – spiega Alberto Massirone, presidente di Agorà-Amiest – Non solo si rischia di iniettare il contenuto della fiala nel punto sbagliato, ma, in generale, il business ‘parallelo’ ha meno garanzie di sicurezza e qualità dei prodotti, che di rado sono certificati e controllati. Capita addirittura che i medici non riescano neanche ad individuare immediatamente il tipo di sostanza che stanno cercando di rimuovere”. Un boom che preoccupa ma non sorprende considerato che, in effetti, il popolo italiano è uno dei più interessati dalla “botulinofilia”, una sorta di dipendenza psicologica dall’omonima tossina ringiovanente. I dati elaborati dal Collegio di Medicina estetica, che sono stati  commentati durante il 14° congresso Agorà-Amiest, lo confermano: le richieste di trattamento a base di tossina botulinica sono aumentante in modo esponenziale nell’ultimo decennio, passando dalla quarta alla seconda posizione nella classifica degli interventi più desiderati. “La  sta vivendo un vero e proprio periodo d’oro, e negli ultimi dieci anni è stata una delle migliori risorse al servizio della medicina estetica, sempre più richiesta anche per trattamenti a scopo terapeutico”, spiega ancora il presidente di Agorà-Amiest Alberto Massirone.

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