Fecondazione assistita, una scelta in ascesa

Cresce anche l’età media: 36,2 contro i 34,3 del 2006

Nel 2009 si è registrato un aumento dell’8,8% rispetto all’anno precedente

In Italia c’è una tendenza costante all’aumento nell’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Il dato è stato reso noto nell’ambito del congresso mondiale di Ginecologia endocrinologica a Firenze. “Dall’entrata in vigore della legge 40 – ha detto il professor  Andrea Genazzani, presidente del congresso – si evidenzia la tendenza ad un aumento costante delle coppie che accedono alle tecniche di Pma, dei cicli iniziati, delle gravidanze ottenute e dei bambini nati. In particolare, per le tecniche a fresco di II e III livello, i cicli iniziati nel 2009 hanno mostrato un ulteriore incremento dello 8,8% rispetto al 2008 (47.929 nel 2009 contro 44.065 nel 2008), le gravidanze ottenute mostrano un incremento del 12.3% (9.940 nel 2009 contro 8.847 nel 2008), così come i nati vivi del 7,3% (8.043 nel 2009 contro 7.492 nel 2008). Dal 2005 al 2009 continuano inoltre ad aumentare le percentuali di gravidanze su cicli, su prelievi e trasferimenti. Anche nel 2009 si assiste ad un ulteriore incremento dell’età delle donne che accedono alle tecniche di Pma: 36,2 anni, al di sopra del corrispettivo dato europeo (nel 2006 era di 34,3 anni). In Italia ben il 28,2% dei cicli è effettuato da pazienti con età superiore ai 40 anni: anche questo dato è in aumento rispetto al 2008, quando era il 26,8%. Allo stesso tempo, si riduce la numerosità dei cicli a fresco effettuati su pazienti con età inferiore a 35 anni. Considerando che l’aumento dell’età media delle donne incide negativamente sui risultati – ha detto ancora Genazzani – il continuo incremento della percentuale di gravidanze e dei nati vivi puo’ considerarsi un risultato più che soddisfacente. I parti gemellari nel 2009 rimangono costanti, mentre si registra una riduzione dei parti trigemini: dal 2.7% del 2008 al 2.4% del 2009. Nel raffronto con i dati di altri paesi europei – ha concluso il presidente Genazzani – si puo’ ipotizzare corrispondere ad una percentuale di riferimento per i parti trigemini in Europa pari al 1.5%”.

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