Guerra tra pediatri

Frutta fresca e cereali? Meglio non darli ai bambini più piccoli: contengono tracce elevate di pesticidi. L’allarme lanciato dalla Federazione dei medici pediatri (Fimp), che in un depliant invita a non dare ai propri figli cibi convenzionali ma solo prodotti industriali pensati esplicitamente per l’infanzia (0-3 anni) ha scatenato un vespaio di polemiche tra le associazioni dei consumatori e tra gli stessi pediatri. Secondo il movimento Difesa del cittadino dietro la locandina della Fimp si cela “una pubblicità nascosta aggressiva e allarmistica”. E si dissociano anche i pediatri dell’Acp, (Associazione culturale pediatri). “Nel depliant si legge che ‘il 50% della frutta fresca contiene livelli di pesticidi non idonei all’alimentazione infantile’ e che ‘il 35% del grano in Italia contiene residui di pesticidi troppo elevati per l’alimentazione infantile’. La Fimp – attaccano i pediatri – parla come organo scientifico, ma nei toni e nella sostanza riporta quanto affermato da una nota campagna pubblicitaria del marchio leader del baby food in polemica con un’altrettanto marca leader di prodotti alimentari”. I pediatri non dovrebbero prestarsi a questi “giochi” di concorrenza industriale”. Per questo l’Acp ri­corda che “i dati riportati da Fimp nel comunicato a supporto della validità di queste affermazioni sono ampiamente discutibili. In tutta l’Unione europea, da settembre 2008 è in vigore un nuovo regolamento che modifica le disposizioni per i residui dei pesticidi. La legge indica i limiti quantitativi tollerabili per la sicurezza alimentare di tutti: adulti e bambini. L’ Autorità europea per la sicurezza alimentare (Aesa) verifica che tale residuo sia sicuro per tutte le categorie di consumatori, compresi i gruppi vulnerabili come i neonati, i bambini e i vegetariani”. I pediatri dell’Acp, insomma, “incoraggiano una dieta ricca di frutta, verdura e vegetali per tutta la famiglia, ricorrendo quando è possibile ai prodotti a filiera corta e in questo caso spesso anche biologici”.

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