La cura del proprio corpo anche d’inverno

Quattro chiacchiere con Alessia e Alessandro: estetista e parrucchiere

Capelli anni 40/60 e trattamenti estetici di tendenza nella stagione fredda

di FRANCESCA DI GIUSEPPE

Si dice che il nuovo millennio sia caratterizzato dal prevalere delle bellezza esteriore sulle doti umane, dell’estetica sull’etica. Dalla televisione alla politica tutto sembra andare in questa direzione: apparire è meglio che essere. Ma davvero tutto questo è da demonizzare? Davvero pensare al proprio corpo è un fatto da rinnegare? Non saremo certo noi a dare risposte certe e definitive a un argomento così complesso, il nostro obiettivo è infatti alleggerire l’argomento rivolgendoci a un pubblico femminile e maschile che per vanità, sfizio o necessità ricorre a centri estici e parrucchieri per darsi un “tono”, risolvere quache imperfezione oppure alleviare un disagio. Anche tutto questo fa moda che, quindi, muta a seconda del tempo e delle stagioni; per capire meglio cosa offre l’autunno-inverno 2012/ 2013, abbiamo interpellato un parrucchiere e le responsabili di un centro estetico. In entrambi i casi emerge un dato importante: gli uomini hanno raggiunto la vanità femminile. “In effetti – spiega Alessandro titolare dell’omonimo negozio di parrucchiere – la presenza dell’uomo nel mio salone è aumentata o meglio, è cambiato l’atteggiamento: sono più attenti alla cura del capello e del taglio. Posso dire che è tornato di moda il doppio taglio o il taglio netto mentre i più giovani seguono molto le tendenze dei calciatori come Boateng ed El Shaarawy sicuramente i più richiesti”. Parole simili per Alessia che, insieme a Sabrina, è titolare del centro estico Soleada: “Anche per noi la presenza maschile è in forte ascesa, anzi, nei momenti di magra economica sono proprio loro ad aiutarci…. La richiesta più alta? In primis le sopracciglie, vengono anche una volta a settimana, poi direi l’epilazione e infine la pulizia del viso”. Questo per quanto concerne il rapporto uomo-bellezza, ma per luniverso rosa, cosa dice la moda? “Il look autunno – inverno – ci dice Alessandro – rivive gli anni 40/60 quello delle grandi dive di Hollywood dell’epoca, richiesta in salita per i tagli corti specie biondi in grado di dare forti contrasti. Come colori vanno molto i rossi e il viola. In generale però le donne sono molto più attente nella cura del capello e per quanto riguarda le tinture, le nuove linee naturali senza ammoniaca, sono le preferite”. Risentite della crisi? “Certo, in tante preferiscono fare i capelli a casa ma ciò ha altresì un risvolto positivo perchè nel momento in cui scelgono di venire nel salone, chiedono e pretendono qualità nei prodotti e, soprattutto, un lavoro adeguato”. Fatta la “chioma” anche il corpo vuole migliorare e rendersi appetibile. “Eh sì, le donne – ci dice Alessia – vengono da noi per farsi ridurre le rughe, migliorare l’elsticità della pelle e trattamenti al collo. Interventi che prevedono tre fasi: cabina presso il centro, lapplicazione di creme e l’utilizzo di decotti da fare nella propria abitazione. Le lampade? Sì, anche d’inverno sono utilizzate. Alcune richieste sono fisse in quanto legate a delle necessità: acne, dermatiti e psioriasi. In questi casi fare la lampada viene da una diretta richiesta del dermatologo”. Il vero cruccio di ogni donna, però, è sicuramente l’epilazione. “In effetti quello dei peli è un vero problema ma non solo femminile. Per fortuna la scienza è arrivata a sviluppare una vera e propria rivoluzione: la luce pulsata, un metodo semplice che con alcune sedute riduce quasi a zero la presenza dei peli”. Per quel che concerne le unghie? “Sta tornando di moda, l’applicazione dello smalto su tutta l’unghia mentra la french subisce un calo. La ricostruzione, invece, è fatta spesso per necessità come la fragilità ma poi diventa una questione di estetica, per una donna vedere le proprie mani in ordine e ben curate è un piacere”.  Anche la bellezza risente della crisi? “Certamente, oggi vendere un pacchetto di trattamenti è un’impresa e chi ha denaro da spendere evita per paura di guai peggiori”.

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