Lotta alle frodi alimentari

Dalla Cia: gli “inganni a tavola” minano la credibilità del Made in Italy

All’Italia spetta il primato europeo per le segnalazioni di “cibi irregolari”

Gli inganni a tavola generano un business illegale milionario pagato non solo dai consumatori, ma anche dagli agricoltori italiani. Frodi, sofisticazioni e prodotti adulterati sono pericolosi per la salute e in più tolgono reddito ai nostri coltivatori, arrivando a valere quasi il 5% della produzione agricola nazionale. Lo afferma la Cia (Confederazione italiana agricoltori), in occasione della presentazione del 9° rapporto sulla sicurezza alimentare Italia a tavola 2012 di Legambiente e movimento Difesa del cittadino. All’Italia spetta il primato in Ue per le segnalazioni di cibi “irregolari”. Ci troviamo a fronteggiare una vera invasione di prodotti truffaldini che, grazie all’incessante opera delle forze dell’ordine, in molti casi vengono intercettati e sequestrati. “Però spesso finiscono sui banchi di venduta e quindi sulle tavole delle famiglie – osserva la Cia – anche a causa della crisi che spinge i consumatori ad acquistare prodotti low-cost di dubbia provenienza”. Per questo bisogna usare “tolleranza zero” contro chi inquina e sofistica gli alimenti, rendendo sempre più rigorosi i controlli, severe le norme e salate le sanzioni. “D’altra parte – sottolinea la Cia – le frodi a tavola minano la credibilità dell’intero settore agroalimentare made in Italy, conquistata negli anni proprio grazie alla qualità e all’eccellenza dei suoi prodotti tipici e certificati. In più – ricorda la Cia – il fenomeno è molto sentito dagli italiani. Basti pensare che la garanzia di sicurezza alimentare resta il criterio al primo posto nelle scelte di consumo per otto italiani su dieci”.

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