Una tradizione che risale all’Egitto

Il primo abito bianco documentato è della principessa Filippa (1406)

Nella Grecia classica veste lunga drappeggiata con clamide

L’abito bianco, il sogno di tante bambine che poi diventa realtà nel giorno più bello della propria vita. Ma anche l’abito da sposa ha una sua storia millenaria da raccontare. Le donne egizie portavano una gonna lunga, ricoperta da una sopraveste trasparente; sul capo un fazzoletto rigato, piegato dietro le orecchie. Nella Grecia classica la veste era molto semplice, il peplo per gli uomini e il chitone, una veste più lunga, per le donne. Sopra veniva drappeggiato l’imation o la clamide. Le donne romane vestivano per lo più come le greche, con tunica e mantello. Il costume maschile richiedeva la tunica e la tipica toga. Nel Medioevo, in Europa, il vestito aveva soprattutto lo scopo di preservare il corpo dal freddo, senza particolari attenzioni all’eleganza. Comparirono però a poco a poco alcuni capi che diventarono tradizionali: la lunga camisa di origine araba, le prime brache (indossate dagli uomini sotto la gonna o la cotta), i berretti delle più varie forme. Nel tardo Medioevo e nel primo Rinascimento si stabilizzarono alcune forme tipiche: per gli uomini il farsetto, i calzoni di maglia attillati, i vari copricapi; per le donne un abito lungo, dalla scollatura rotonda, una sopraveste senza maniche, variamente ornata e di diversi colori. Il primo abito bianco da sposa che si documenta è quello della principessa Filippa di Inghilterra nel 1406. La moda rinascimentale era molto fastosa: tipiche tra gli uomini le brache larghe e la giubba con le maniche tagliate per far intravedere la fodera; per le donne una gonna larga, il corpetto sul busto a stecche, la camicia ricamata e la ricca zimarra. In Italia, le severe disposizioni della Controriformaispirarono costumi più severi e più semplici: tipico del ‘600 è il severo abito nero ravvivato solo dalla gorgiera, un enorme colletto bianco a pieghe.

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