Francesco I, il Papa del popolo

Ha scelto di portare il più impegnativo dei nomi religiosi, quello del poverello di Assisi, un santo per alcuni versi scomodo e difficile se non impossibile da emulare. Ma Jorge Maria Bergoglio è il primo Papa ad “osare” tanto e questo suo coraggio nella scelta del nome gli ha già garantito l’ammirazione di tutti i fedeli. In realtà, scavando nella vita del nuovo Papa scopriamo un passato, prima da laico e poi da uomo di chiesa, alquanto originale e sopra le righe e un pò distante dallo stile ricercato e prudente che contraddistingue l’alta gerarchia ecclesiastica. Viaggia in metrò e in bicicletta, è tifoso di calcio, paga il conto dell’albergo e rifiuta la scorta. Dopo la proclamazione ha rifiutato il crocifisso d’oro continuando a portare il suo, di ferro. È stato definito un vescovo di strada, un missionario metropolitano che è sceso nelle favelas argentine e nelle baraccopoli di massima povertà e degrado per dare non solo il conforto spirituale ma anche un aiuto concreto nella realizzazione di sistemi fognari e idrici, nell’allestimento di mense popolari e di punti di assistenza sanitaria. Dinamico lo è sempre stato, anche da laico, la sua biografia ci svela una giovinezza “normale”: giocava a basket, ballava il tango, aveva una fidanzata. A 22 anni la svolta religiosa: l’11 marzo del 1956 entra nel noviziato dei gesuiti a di Villa Devoto, si laurea in filosofia al Collegio Massimo San José de San Miguel e pochi giorni prima del suo trentatreesimo compleanno, nel 1969, viene ordinato sacerdote.

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