Il boom del tabacco sfuso

Cala il consumo di sigarette in Italia, ma, complice la crisi, è boom tra i giovani del tabacco “sfuso”, per prepararsi sigarette fai da te a costi notevolmente inferiori. E’ quanto rileva la relazione sullo stato sanitario del paese presentata oggi al ministero della Salute. Riguardo il problema del fumo tra i giovani, la Global youth tabacco survey, promossa dal Ccm, ha evidenziato che il 46% degli intervistati (ragazzi di 13, 14 e 15 anni), ha fumato almeno una volta nella vita e il 92% di questi ha dichiarato che i rivenditori non si sono mai rifiutati di vendere loro le sigarette, nonostante il divieto di vendita ai minori di 16 anni. In generale si stima che nel 2010 le vendite di sigarette si siano ridotte del 2,4% rispetto al 2009 a fronte di un ulteriore notevole aumento (+32,7%) delle vendite del tabacco trinciato a costo inferiore delle sigarette, particolarmente “appetibile” per i giovani consumatori. Dal 2004 al 2011, ricorda il ministero della Salute nel rapporto, sono stati attivati 17 progetti Ccm per il contrasto al tabagismo che hanno, tra l’altro, facilitato l’inserimento della lotta al fumo negli atti istituzionali di programmazione di tutte le regioni. Sono inoltre stati sperimentati a livello locale modelli di intervento per la prevenzione tra i giovani, il rafforzamento della rete di operatori socio-sanitari, lo sviluppo di programmi di comunità e nei luoghi di lavoro, nonché attività di formazione al colloquio motivazionale breve, per operatori sanitari e di altri settori (farmacisti, insegnanti, operatori sportivi, ecc.). Nell’ambito della linea di intervento per la promozione di stili di vita salutari del Pnp 2010-2012, sedici Regioni hanno presentato nei propri piani territoriali, progetti di prevenzione del tabagismo.

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