Paura di innamorarsi

L’incapacità di amare ha origine essenzialmente dalla folle paura dell’amore stesso, il quale con la forza e l’intensità che lo caratterizzano può dissolvere gli equilibri interiori disorientando e spaventando la persona che lo sta sperimentando. Per alcuni individui, molti in verità, il sentimento dell’amore ha assunto con il tempo la forma e il significato della sofferenza, per cui ad un livello inconscio la decisione è presa, quella di non soffrire mai più. Si tratta di una vera e propria strategia di difesa. Un tale meccanismo può avere origine da esperienze infantili di deprivazione e mancanza o da esperienze adulte di delusione che hanno infranto tutte le aspettative dell’individuo, ma anche, e questa è una terza possibilità, dalla paura di divenire dipendenti dall’amore e dalla persona amata stessa, perdendo così la propria individualità, o almeno credendo che questo possa accadere. Non c’è dubbio quindi sulla potenza di tale sentimento di paura, che blocca e convince a prendere strade difficili di rinuncia, negazione e frustrazione di sé e dei propri sentimenti. Un amaro e triste destino. Inoltre, una condizione esistenziale di questo tipo purtroppo fa sì che tali individui coinvolgano nelle loro tremende vicissitudini anche altri, cioè chi si avvicina a loro innamorandosene e lo fanno in una maniera lenta e progressiva attraverso la quale passano da uno stato di attaccamento, gioia e amorevolezza ad uno stato di ostentata indifferenza se non disprezzo verso le manifestazioni di affetto e di vicinanza dell’altro; tutto questo porta all’innalzamento di un muro tra i propri bisogni d’amore negati e l’altro, sfociando inevitabilmente in una dimensione di dolore e freddezza che difficilmente chi l’ha prodotta riuscirà a cogliere, perso com’è nella solitudine e nell’aridità del proprio cuore. Solo chi accetta di prendere in mano la propria vita e di non buttarla via, rinunciando all’esperienza più bella dell’ esistenza, riesce a venirne fuori; solo chi comprende che la forza non sta nel “resistere” ai propri bisogni, peraltro naturali (innaturale è negarli!), o nel rivendicare a oltranza una propria indipendenza che tale non è, ma solo solitudine interiore, ma piuttosto nel provare coraggiosamente a fidarsi di sé e degli altri, anche rischiando, e a reimparare l’amore, l’unica vera  esperienza di esplosione creativa e vitale dell’essere umano.

D.ssa Maria Sole Ricci
psicologa e psicoterapeuta Via Raffaello 94, Pescara cell. 320.1161197 igiardinidellapsiche@gmail.com www.igiardinidellapsiche.it

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