Il bullismo a lavoro

Essere testimoni o vittime di un atto di bullismo al lavoro aumenta le prescrizioni di antidepressivi, sonniferi e tranquillanti per gli impiegati. Sono i risultati di uno studio comparso sul British Medical Journal Open ad opera della University of Helsinki. Il bullismo sul luogo di lavoro è associato a una salute mentale più scarsa fra gli impiegati, ma non è chiaro se questo si tradurrà in maggiore necessità di farmaci. Gli scienziati hanno chiesto a 6.606 impiegati pubblici di Helsinki, Finlandia, di raccontare le proprie esperienze in fatto di bullismo sul lavoro, riferendo episodi vissuti e di cui erano stati testimoni fra il 2000 e il 2002.  Tutti i partecipanti avevano età compresa fra 40 e 60 anni e facevano parte dell’Helsinki Health Study. Uno su venti dichiarava di essere attualmente oggetto di bullismo, una su cinque donne e uno su otto uomini diceva di esserlo stato in passato. Circa la metà dei soggetti aveva assistito a un atto di bullismo. I risultati hanno mostrato che il bullismo al lavoro era associato a una successiva prescrizione di farmaci psicoattivi in uomini e donne. Le donne avevano circa il 50% di probabilità in più di ricevere una simile prescrizione mentre gli uomini avevano il doppio di probabilità se erano stati oggetto di atti di bullismo. Anche solo l’aver assistito ad atti simili portava a questa situazione: le donne avevano il 53% di probabilità in più di ricevere la prescrizione di un farmaco psicoattivo, mentre gli uomini avevano quasi il doppio delle probabilità.

D.ssa Maria Sole Ricci,
psicologa e psicoterapeuta,
Via Raffaello, 94, Pescara, cell. 320.1161197  igiardinidellapsiche@gmail.com
www.igiardinidellapsiche.it

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