La polmonite

La polmonite, malattie sottovalutata. Solo un italiano su due conosce i fattori di rischio. In Senato, alla presenza di istituzioni e clinici, sono stati resi noti i risultati della ricerca Anziani ma non troppo: indagine sulla percezione delle vaccinazioni, della polmonite pneumococcica e della sua prevenzione condotta dal Censis, con il supporto di Pfizer. Tra i dati emersi sulla conoscenza e propensione alla vaccinazione contro la polmonite da pneumococco negli adulti e negli anziani italiani si è evidenziato come non sempre l’accesso all’informazione si traduca in reale conoscenza e crei consapevolezza rispetto a obiettivi di prevenzione. E’ vero che la polmonite costituisce una patologia ben nota ai 50-80enni italiani (96%), che ne conoscono appieno la potenziale letalità (91%) e la lunghezza dei tempi di recupero (76,8%), ma risultano ignorati alcuni importanti fattori di rischio, in particolare l’età avanzata (citata in sesta posizione nella graduatoria formata sulla base della frequenza di risposte da poco più della maggioranza, il 59,8%) e la presenza di patologie croniche (42,7%), così come alcune conseguenze delle polmoniti più gravi (setticemia/peritonite e meningite, indicate come complicanze rispettivamente dal 17,5% e dall’ 11,9%). Grandi aspettative sono riposte nella funzione informativa del medico di medicina generale: il 75,5% lo indica come la fonte d’elezione per reperire maggiori informazioni sulla vaccinazione, mentre l’80, 4% afferma che l’indicazione del proprio medico curante farebbe scattare l’interesse nei confronti della vaccinazione antipneumococcica.

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