Pronto soccorso casalingo: ecco cosa fare

Le occasioni di piccoli incidenti dentro e fuori le mura domestiche non mancano mai e spesso ci si trova a fare i conti con ferite da taglio, slogature, emorragie e scottature. La conoscenza delle norme basilari di pronto soccorso aiuta ad affrontare in maniera razionale queste spiacevoli evenienze senza cedere al panico, intervenendo per tempo ed evitando pericolose conseguenze. Disinfettare le ferite sembra un gioco da ragazzi invece bisogna attenersi a scrupolose norme igieniche per scongiurare infezioni future. Ci si lava le mani con alcool e acqua e si procede a ripulire la ferita da eventuali scorie con acqua corrente, si passa poi alla disinfezione vera e propria con un disinfettante analcolico o con acqua ossigenata. La tintura di iodio non va mai usata direttamente sulle ferite ma solo per pennellare la pelle intorno. Prima di coprire le lesioni con garza sterile o cerotto si possono mettere pomate antibiotiche o polveri cicatrizzanti se il taglio è molto profondo. Passiamo ora alle contusioni: in seguito a qualche botta violenta i tessuti interni vengono ammaccati e in qualche caso si possono rompere i capillari provocando i lividi ed ematomi. Le contusioni si curano applicando la borsa del ghiaccio avvolta in un panno sulla parte danneggiata. La stessa terapia è utile per le distorsioni, poi però, è utile rivolgersi dal medico perché anche nei casi di lieve entità è utile immobilizzare l’arto con un’adeguata fasciatura. Una procedura a parte richiedono le fratture, la prima cosa da fare è chiamare il 118, nel frattempo cercare di immobilizzare la parte dolente evitando in assoluto di muovere l’infortunato. Spesso ferite, fratture e contusioni generano sanguinamento, quando esso è molto abbondante si tratta di emorragia. In particolare se ne distinguono tre tipi: l’emorragia arteriosa si manifesta con la fuoriuscita a fiotti di sangue rosso vivo, in questo caso si tiene sollevato l’arto comprimendo con un tampone o con la borsa del ghiaccio la ferita. L’emorragia venosa con la fuoriuscita di sangue rosso scuro che cola lentamente, si cura comprimendo la ferita con un tampone oppure applicando un laccio emostatico al di sotto della ferita (quest’ultima manovra deve essere eseguita solo da persone competenti). L’emorragia interna, non è sempre riconoscibile e per questo è più pericolosa poiché il sangue si raccoglie all’interno del corpo senza evidenti segnali esterni, generalmente la persona colpita è pallida e sudata, il respiro è rapido e può  verificarsi la perdita di coscienza. In quest’ultimo caso si può solo allentare i vestiti troppo stretti e tranquillizzare l’infortunato, aspettando l’arrivo dell’ambulanza. In tutti i casi di emorragie non somministrare liquidi, soprattutto caffè, non allentare la pressione sulla ferita, non rimuovere eventuali corpi estranei peggiorando l’intensità del flusso. Infine, tra gli incidenti domestici più ricorrenti ci sono scottature e ustioni. Nei casi meno gravi la cute diventa rossa e dolente, nel caso compaiano delle vescichette liquide non cercare di forarle nel modo più assoluto, è sufficiente raffreddare immediatamente la zona con acqua fredda corrente, applicare una pomata lenitiva e coprire con garza sterile per risolvere il problema. I casi più gravi sono le ustioni di terzo grado che coinvolgono tutti gli strati della pelle che appare bianca o carbonizzata e che spesso non fa male perchè le terminazioni nervose sono distrutte. Se l’area bruciata è molto estesa l’ustione di terzo grado è associata ad un elevato rischio di morte. Per prima cosa gettare sull’infortunato abbondante acqua corrente, coprire le parti ustionate con garza sterile, chiamare il 118, se è possibile, sfilare dal corpo gli oggetti di metallo.

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