Endometriosi, problema al femminile

Si stima che in Europa circa 14 milioni di donne siano affette da endometriosi e che in Italia il 20-25% di donne in età fertile ne soffrano. La malattia si caratterizza per la presenza di endometrio al di fuori della cavità uterina e in altre zone del corpo femminile, può colpire le donne dalla pubertà alla prima mestruazione, condizione in cui il tessuto endometriale, che normalmente si trova solo all’interno dell’utero cresce anche fuori. In generale l’età più a rischio per la comparsa dell’endometriosi è attorno a 25-30 anni, mentre dopo i 40 anni la crescita del tessuto endometriale presente fuori dalla cavità uterina sembra più lenta. Malgrado il grande interesse clinico e di ricerca su questa patologia, specialmente negli ultimi anni, essa resta ancora oggi in gran parte sconosciuta, soprattutto come causa di infertilità e di dolore pelvico. La malattia è infatti una delle prime tre cause di sterilità femminile. I ricercatori stanno valutando alcune teorie che cercano di spiegare le cause scatenanti: una di queste è quella del trasporto retrogrado tubarico: gruppi di cellule dell’endometrio, che si sfaldano durante le mestruazioni, possono refluire attraverso le tube di Falloppio e disseminarsi nella cavità addominale. Da qui, sarebbero in grado di impiantarsi nel peritoneo, la membrana che riveste la cavità addominale e tutti gli organi contenuti al suo interno. Più accreditata la teoria della diffusione per via linfatica ed ematica: le cellule dell’endometrio potrebbero giungere ad altri organi come reni, retto e polmoni attraverso il sangue o il sistema linfatico, questo spiegherebbe tutte le collocazioni al di fuori del peritoneo e non raggiungibili per trasporto retrogrado. La ricerca sta valutando anche la possibilità di una causa legata al sistema immunitario che non rimuove il fluido mestruale nella cavità pelvica, le cellule endometriali refluite in cavità addominale al momento della mestruazione sono riconosciute come estranee dal sistema immunitario e pertanto eliminate. Un’alterazione di questo meccanismo determinata da una predisposizione genetica, consentirebbe ad alcune cellule di sopravvivere e moltiplicarsi. Infine c’è la teoria ormonale legata alla produzione di estrogeni, ormoni prodotti durante la fertilità che sembrano promuovere la crescita di endometriosi. Infatti la soppressione del ciclo mestruale, mediante farmaci o in menopausa, comporta una regressione della malattia. I contraccettivi orali, a basso contenuto di estrogeni e ad alto contenuto di progesterone, hanno un effetto protettivo sull’endometriosi.

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