Fratture non curate

Il mancato consolidamento osseo può essere causato anche dal fumo

Ogni anno si stima che circa il 15% delle fratture, poco più di 90 mila specialmente di gamba e di avambraccio, tardino a guarire ed evolvano in pseudoartrosi, cioè non consolidino. E’ quanto emerge dal 98° congresso della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot) svoltosio a Genova. “La consolidazione di una frattura – spiega il dottor Federico Santolini, dell’ e presidente del Congresso – è un processo lungo e complesso che a differenza di quanto avviene negli altri tessuti non porta alla guarigione per cicatrice ma a una vera e propria rigenerazione dell’osso. Questa rigenerazione è la tappa finale di un processo lungo e complesso (la formazione del callo osseo) che inizia immediatamente dopo la frattura ed è modulato da numerosi fattori di crescita cellulari”. Qualsiasi evento che interferisca con questo processo può rallentarlo o inibirlo completamente: senza callo osseo la frattura non guarisce ed il malato precipita in uno stato di invalidità  accompagnato da gravi problemi psicologici e sociali. Secondo uno studio promosso dalla Siot, la fascia di popolazione più a rischio è costituita da giovani tra i 20 e i 45 anni con fratture esposte, cioè dove l’osso, spesso a causa di traumi ad alta energia è uscito fuori dalla cute. “Tali parametri – sottolinea Santolini – devono sempre essere accuratamente valutati nell’inquadramento di una frattura che nei tempi normali presenta un’evoluzione lenta tuttavia, in assenza di difetti evidenti le cause possono essere di tipo diverso, per esempio un problema genetico che causa un’insufficiente sintesi dei fattori di crescita, una malattia concomitante e, non da ultimo, cattive abitudini di vita del paziente stesso, come scarsa adesione alle prescrizioni del curante o assunzione di alcool, droghe e fumo”.

Condividi questo articolo sui social:
0