Lotta al cyberbullismo, campagna in giro col tir

“Una vita social”: la Polizia postale ha toccato 40 città italiane

Nei primi quattro mesi dell’anno la Polizia postale ha ricevuto 92 denunce da parte di minori per reati legati al cyberbullismo: stalking, diffamazione on-line, ingiurie, minacce e molestie ricevute attraverso i social network, e-mail e telefonini cellulari. Si tratta di un aumento delle denunce rispetto all’anno precedente, nell’intero 2013 questo tipo di denunce da parte dei minorenni erano state 161, dovuto anche alla campagna educativa che si è conclusa a Roma dal titolo Una vita da social, promossa dalla Polizia di Stato in collaborazione con il ministero dell’Istruzione. Grazie all’aiuto e il sostegno di aziende private, con un tir, con all’interno una sala multimediale, la Polizia postale delle comunicazioni ha girato l’Italia per quattro mesi toccando 41 tappe in 40 città. Sono stati oltre 500mila i ragazzi incontrati, coinvolte 1.800 scuole, incontrati 8mila insegnanti e 15mila genitori. Il tir di Una vita da social ha percorso 9mila chilometri per mettere in guardia i ragazzi dai pericoli che si nascondono nel web e invitare a un uso responsabile e consapevole delle nuove tecnologie.  “E’ stata un’esperienza straordinaria – ha spiegato Marco Valerio Cervellini, responsabile dei progetti educativi della Polizia postale – e grazie a questa iniziativa abbiamo avuto un aumento delle denunce dei ragazzi nei confronti dei loro compagni per episodi di bullismo e cyberbullismo. I ragazzi prima non denunciavano per paura e perchè terrorizzati. Adesso, dopo i nostri incontri cominciano a denunciare e non si chiudono più in se stessi evitando così che si arrivi a gesti estremi come il suicidio”. Inoltre, al teatro Brancaccio di Roma la campagna educativa itinerante si è conclusa con l’incontro di alcune scolaresche romane. Tra gli ospiti il comico Maurizio Battista, gli attori protagonisti della fiction Braccialetti rossi. Ai ragazzi è stato inoltre mostrato un filmato dal titolo Like, storie di vita on-line, ispirato alla vicenda di Andrea Spezzacatena, il quindicenne romano morto suicida dopo essere stato insultato sul web come “il ragazzo dai pantaloni rosa”. “Voglio che la storia di mio figlio – ha detto agli studenti Teresa, la mamma di Andrea – sia da esempio perchè Andrea non ha avuto il coraggio di uscire dal suo silenzio e questo silenzio lo ha ammazzato. Voglio che la storia raccontata possa essere utile a tutti voi”.

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