Trapianti e vite salvate, L’Aquila a quota 430

Il Centro regionale dell’ospedale taglia il ragguardevole traguardo dei 430 trapianti di rene (in oltre 12 anni di attività) grazie alla generosità di tutti quei familiari che hanno dato l’ok al prelievo degli organi proprio congiunto. Molte vite salvate, in oltre un decennio, in virtù della sensibilità dei tanti che hanno detto sì alle donazioni, esaltando il lavoro del Centro trapianti reni di L’Aquila. Quest’ultimo, diretto dal professor Antonio Famulari, fa parte di un ingranaggio che opera in perfetto sincronismo e che coinvolge, a diverso titolo, una decina tra Unità operative e servizi del S. Salvatore. Una piccola task force che si attiva a ogni trapianto e che deve lottare contro il tempo (con velocità e coordinamento) per il buon esito di ciascuna operazione. Un gioco di squadra necessario per eseguire esami clinici, strumentali e istologici (tessuti), necessari per la qualità e la sicurezza della donazione. Il bilancio ad oggi dei 430 trapianti di rene – spiega una nota dell’ufficio stampa della Asl – è frutto soprattutto della generosità dei familiari dei congiunti e di un’opera di costante sensibilizzazione sul tema verso la popolazione. Sabato scorso 7 giugno all’Aquila, in occasione della giornata nazionale della donazione di organi indetta dal ministero della Salute (celebrata il 31 maggio scorso), si è svolto, al parco giochi del Castello, un incontro sul tema delle donazioni. Incontro promosso dal centro trapianti, in collaborazione con l’associazione mamme aquilane. L’originale iniziativa, dal titolo: I bimbi giocano…la mamme parlano…per una scelta consapevole…informiamoci, ha messo insieme generazioni diverse – mamme ma anche nonne e bambini – finalizzata all’informazione dell’argomento. L’incontro con genitori è stato un successo: circa 150 persone, di età e ceto diverso, hanno aderito all’iniziativa dei medici dell’ospedale. Per l’occasione i medici del S. Salvatore hanno distribuito depliant informativi e dialogato con la gente senza toni formali, con un approccio semplice. I bambini, coinvolti dalle mamme, hanno giocato con i clown in un clima di grande divertimento. E così, nella suggestiva cornice verde del Parco giochi, gli operatori sanitari dell’ospedale hanno gettato altri preziosi semi di informazione per una scelta consapevole. Era presente lo staff dell’ospedale: il Coordinamento locale trapianti (dr.ssa Grazia Di Francesco e Tiziana Zanon del team infermieristico), il Centro regionale trapianti (dottoresse Daniela Maccarone e Ida Parzanese e dottor Luca Caniglia) nonché il Centro trapianti (professori Famulari e Francesco Pisani). L’originale iniziativa è riuscita a coniugare informazione, idea della solidarietà e costruttivo divertimento per i più piccoli. La nuova formula informazione-gioco-sensibilizzazione, ideata dalla Asl – prosegue la nota dell’azienda sanitaria – ha consentito ai più piccoli, tramite le parentesi giocose, di cominciare a respirare l’idea – sia pure a uno stadio necessariamente embrionale – dell’altruismo e della generosità. “L’idea di coinvolgere grandi e piccoli al Parco”, afferma la Di Francesco, “ha riscosso un ottimo successo. I bambini, in particolare, hanno vissuto un pomeriggio di intenso divertimento accanto ai genitori che si sono dimostrati molto interessati e hanno chiesto informazioni sulla tematica dei trapianti. Alla luce del lusinghiero riscontro dell’incontro di sabato scorso contiamo di riproporre in futuro questa nuova formula”.

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