Poliamore, l’alba di una nuova frontiera?

Versione moderna della “coppia aperta” radicata da anni in Europa

Poliamore: la versione moderna della vecchia “coppia aperta”. L’ultima tendenza sociale, specchio di una concezione dell’amore che si estende in dimensioni multiple decisamente non convenzionali tra uomini, donne, etero, gay, bisex, sposati o single.
Per quanto educato secondo il consueto imprinting caratterizzato dall’impegno alla monogamia quasi sempre senza successo, chi abbraccia questa filosofia di vita sceglie di vivere in un gruppo in cui si intrecciano relazioni multiple, sentimentali e sessuali, in cui tutti i soggetti coinvolti sono informati e consenzienti, supportati dalla fiducia e dal consenso. Non banalizziamo: non si tratta di orge ma della presa di consapevolezza che, per quanto innamorate di un nuovo partner, non è detto che si smetta di amare un compagno avuto per lungo periodo.

Negli Stati Uniti, dove è nato negli anni Settanta, i poliamorosi sarebbero più di 500mila. Ma andiamo ad analizzare l’eti­mologia del termine poligamia. Si tratta di una parola composta derivante dal latino tardo. In biologia e nelle scienze afferenti come l’etologia e l’an­tropologia, in sostanza è il rapporto inerente alla sfera sessuale e a quella di relazione stabili tra vari soggetti. In Europa il movimento del poliamore è già radicato da anni mentre in Italia il primo gruppo social è nato su Facebook nel 2009. Attualmente conta 2.500 iscritti on line e decine di gruppi attivi che organizzano frequentemente incontri in tutto il Paese. Il web ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione di questa nuova tendenza incoraggiando i poliamorosi ad uscire allo scoperto incontrandosi anche più volte al mese per discutere su temi dalla gelosia al problema del consenso, o anche semplicemente per confrontarsi e conoscersi.

Il primo Opencon nazionale – la Conferenza sulle non monogamia etiche – si è tenuto con tanto di “sold out” il 26 giugno scorso a Trevi in provincia di Perugia tra workshop sul controllo della gelosia a dibattiti sulla cultura del consenso, sulla gestione di spazio e tempo nelle relazioni poli oppure su come fare coming out. Il poliamore si fonda sul presupposto secondo il quale la monogamia sia un modello di relazione innaturale e imposto per esercitare il controllo sociale contro cui battersi guardando ad esperienze nuove e diverse. Semplicemente, per i poliamorosi l’«esclu­sività» non è un fattore necessario per instaurare legami affettivi anche profondi ma si pone un maggiore accento su trasparenza, eticità, accettazione e rispetto di chi ci è vicino. In realtà non si tratta di un trend particolarmente rivoluzionario: c’è sempre stata una doppia morale sessuale, che imponeva un’esclusività della relazione alle donne in modo diverso rispetto a quanto facesse per gli uomini, che nei fatti erano legittimati ad avere relazioni al di fuori del matrimonio.

Il vero elemento di novità, invece, risiede nel consenso esteso anche alle donne nel vivere relazioni erotiche e affettive oltre la coppia. Per questo motivo il movimento poliamoroso ha una forte connotazione femminista poichè intende perorare la causa di una parità assoluta e di una libertà che valga per tutti.
La classica favola della principessa e del principe che vivono per sempre felici e contenti, nel poliamore è ribaltata o forse solo allargata ad altri principi e principesse.

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