Se cala l’udito il cervello ne risente

Non si ascolta solo con le orecchie

Sono circa 7 milioni gli italiani che presentano un deficit uditivo. La perdita dell’udito è strettamente legata a problemi cognitivi, in quanto un deficit uditivo può portare allo sviluppo di alcune patologie neurodegenerative, come il deterioramento cognitivo, demenza e Alzheimer, superiore al 30-40 % rispetto alle persone normoudenti. Secondo alcuni studi un grave deficit dell’udito è in grado di aumentare di cinque volte il rischio di sviluppare demenza. Un’altra correlazione importante è quella ampiamente notata tra ipoacusia e depressione, infatti la persona con abbassamento di udito inevitabilmente si isola, diminuendo la capacità di comunicare con il prossimo, ciò favorisce la solitudine che può portare appunto a depressione di lieve, moderata o elevata intensità.

Questo rischio viene evitato da coloro che si prendono responsabilmente cura della propria salute seguendo una giusta terapia uditiva e ponendo attenzione alla salute globale del proprio corpo. Vi è un collegamento anche tra ipoacusia e diabete. Diversi studi hanno dimostrato a tal proposito, come il fatto di essere diabetici raddoppi il rischio di riscontrare una perdita uditiva. Pare essere molto stretta la correlazione tra alimentazione e udito, i cibi che aiutano a preservarlo sono quelli ricchi di folati come le verdure a foglia verde e i legumi. Tra i cibi amici dell’udito troviamo anche la frutta fresca, il pesce e grassi definiti “buoni” come l’olio extravergine, i quali mantengono sano il microcircolo che si occupa di nutrire le strutture dell’orecchio interno. Phonica può aiutarvi per ogni tipo di problema legato all’udito ed offre una visita gratuita presso il nuovo studio di Pescara sito in via del Santuario, 332.

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